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| Luoghi d’interesse storico culturali |
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Castel Coira
Sluderno – Castel Coira 1 – Te. 0473/615241 –
www.churburg.com
Sopra Sluderno erge uno dei castelli più grandiosi e meglio conservati dell’Alto Adige. La fortezza
fu costruita nel 1253 dai Vescovi di Chur, ma ben presto il castello passò in proprietà ai balivi di
Matsch. Dal 1504 il castello appartiene ai Conti Trapp. Oggi al visitatore si presenta un bellissimo
castello in stile rinascimentale con loggiato, romantica cappella e
|
| numerose sale che custodiscono mobilia
ed oggetti d’arte preziosi risalenti a diverse epoche. L’armeria del castello, considerata l’armeria privata
più grande del mondo, contiene armature complete d’ogni tipo appartenenti ai proprietari del castello. |
Museo della Val Venosta
Il museo rispecchia il lato ecologico, sociale e culturale della Val Venosta. L'ambiente rurale è presentato
in stridente contrasto con il mondo feudale del vicino Castel Coira. Accanto al settore archeologico che propone
una ricca collezione di reperti di 'Ganglegg' risalenti all'età del bronzo, del ferro e all'epoca romana, il
museo presenta i sofisticati sistemi di irrigazione legati all'economia dell'acqua. La visita comprende anche
l'escursione all'insediamento preistorico 'Ganglegg' ed un percorso didattico a 'Quairwaal'.
Abbazia Monte Maria
Burgusio – Tel 0473 831306
Il convento fu fondato nel 1149/50 da Ulrich von Tarasi. I primi monaci arrivarono dal convento
svevo di Ottobeuren e trasformarono Marienberg in uno dei centri spirituale e religioso piú importanti
dell’area linguistica tedesca dell’epoca retroromanza. Molte furono le vicissitudini dell’Abbazia Monte
Maria (Marienberg) che venne saccheggiata dai balivi di Matsch e fu luogo dell’assassinio di un abate. A
questo si aggiunsero la peste, le guerre contadine e battaglie religiose. Infine furono nuovamente dei monaci
sevi a ridare splendore all’abbazia, ingrandendo la tenuta ed abbellendo la chiesetta barocca. Testimoni delle
origini romaniche sono il portale principale e gli affreschi nella cripta, riconosciuti come reperti artistici
di importanza europea.
Museo Archeologico di Bolzano – (Museo di “Ötzi”) www.archaeologiemuseum.it
Oltre 5000 anni fa un uomo si inerpicò sui ghiacciai della Val Senales fino e oltre i 3000 m. e lì
morì. Nel 1991 venne ritrovato per caso, con i suoi indumenti e l'equipaggiamento, mummificato, congelato:
una scoperta archeologica sensazionale che offre uno scorcio senza eguali sulla vita di un uomo dell'età del Rame.
“L'Uomo venuto dal ghiaccio”, anche chiamato 'Ötzi', costituisce il punto focale dell'esposizione.
I suoi indumenti e il suo equipaggiamento perfettamente conservati ripropongono con dovizia di particolari lo
stile di vita degli uomini del Neolitico.
Inaugurato nel 1998, oltre ad ospitare la celebre Mummia del Similaun nella rassegna permanente “L'Uomo venuto
dal ghiaccio”, il Museo archeologico documenta le epoche più remote dalla preistoria alla fine dell'era glaciale
(15.000 a.C.) all'epoca carolingia (800 d.C.). Il museo propone inoltre una suggestiva riproduzione dell'epoca
primitiva nelle terre dell'arco alpino. Plastici, ricostruzioni, immagini stereoscopiche, filmati e stazioni
multimediali rendono il viaggio nel tempo avvincente e completo.
Museo civico di Bolzano
Bolzano – Via Cassa di Risparmio 14 – Tel. 0471 974625
Fra il 1902 e il 1904 il Museo civico di Bolzano fu costruito, su progetto di Karl Delug, sulle fondamenta della
residenza medioevale Hurlach. Organizzato per settori tematici distinti che riguardano l'archeologia, l'arte
medioevale e moderna e l'arte popolare, il Museo propone ricche collezioni di oggetti provenienti dall'Associazione
per l'Arte cristiana, dalla Società del Museo e dal Ginnasio statale di Bolzano, nonché oggetti moderni acquistati in
gran parte dal Comune di Bolzano oppure donati da privati. Il più antico museo della provincia di Bolzano offre al
visitatore una preziosa raccolta di reperti archeologici, numerose testimonianze dell'arte medioevale, gotica e barocca
e una pregevole esposizione di costumi e oggetti tradizionali della cultura popolare tirolese. Nella biblioteca
specializzata in archeologia e storia dell'arte locale è possibile inoltre consultare il lascito Rasmo von Zallinger.
Museo del vino
Caldaro – Via dell’Oro 1 – Tel. 0471 963168 -
www.provinz.bz.it/volkskundemuseen
Fondato nel 1955 come primo museo enologico a sud delle Alpi, il museo del vino si trova nelle
antiche cantine della decima nel centro di Caldaro sulla Strada del Vino. Per completare il quadro
della tradizione enologica dell'Alto Adige nel corso della storia, si consiglia una visita alle cantine
del centro del paese. La visita a questo museo aiuta a capire il significato del vino per la
cultura popolare dell'Alto Adige.
Museo etnografico
Brunico – Tendone – Tel. 0474 552087 -
www.provinz.bz.it/volkskundemuseen
Fondato nel 1976, il Museo etnografico è il più antico dei Musei Provinciali dell'Alto Adige.
Il Museo etnografico offre la possibilità di esplorare il passato sotto il profilo socioculturale in
un percorso didattico che ripercorre le tappe principali della quotidianità di fattorie, campagne e laboratori artigiani.
Jagdschloß Wolfsthurn
Mareit/Ratschings - Mareit 5 - Tel. 0472 758 121 -
www.provinz.bz.it/volkskundemuseen
Il più bel castello del Tirolo” così Wolfsthurn è stato titolato dallo storico Joh. Nep. Tinkhauser.
Il castello barocco è unico nel suo genere nel Tirolo, si erge imponemente all' inizio della valle montana
di Ridanna, incorniciata dalle Alpi Breonie, su un' altura che domina il paese di Mareta. Dall' estate 1996
castel Wolfsthurn è la sede del museo Provinciale della caccia e della pesca. In tal modo si è raggiunto un
doppio scopo: il più completo castello barocco del Tirolo viene aperto al pubblico, ed al visitatore si
presenta a grandi linee un quadro della caccia e della pesca nel Tirolo, un settore importante della cultura
e della tradizione locale.
Castel Trauttmansdorff:
www.trauttmansdorff.it
Touriseum:
www.touriseum.it
Guida ai musei dell’Alto Adige – un clic per ogni museo:
www.provinz.bz.it/museenfuehrer
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